Parola d'ordine: latte caldo con il miele

October 18, 2017

Ebbene sì. Anche quest’anno, senza farsi troppo aspettare, sono arrivati i primi malanni di stagione, le prime forme virali, influenza, tosse raffreddore febbre, chi più ne ha più ne metta. E allora le strade, i tram, i luoghi pubblici si affollano di gente che starnutisce in modo compulsivo, cerca disperatamente fazzoletti in borsa, in tasca, dagli estranei, neanche fosse una caccia al tesoro. Per quanto tu possa stare attento e avere le difese immunitarie degne di Hulk, evitare contatti fisici con chiunque, salutare gli amici da lontano e uscire di casa con maschera e boccaglio, alla fine c’è un’altissima probabilità di ammalarsi. Se poi aggiungiamo il fatto che il pomeriggio sembra di essere ai Caraibi e la sera scende un clima fresco da inverno, il danno è assicurato. In men che non si dica, ti ritrovi barricato in casa, in stato di apnea, con il termometro sotto il braccio, una montagna di fazzoletti sul comodino, dialoghi a suon di colpi di tosse con i pochi coraggiosi che si avvicinano e studi tutti i rimedi della nonna per guarire velocemente.

 

In questi casi, infatti, c’è chi si affida alle medicine facendo scorte di tachipirina, spray contro il raffreddore e contro la tosse, li prova tutti e finisce per chiedere un mutuo al farmacista di fiducia. E c’è invece chi rispolvera tutti gli antichi rimedi, primo fra tutti il sempre valido “latte caldo con il miele”: miracoloso e buono, da preparare a tutte le ore, soprattutto prima di andare a letto. Poi le arance, per fare scorte di vitamine, minestrine calde, la marmellata che “tira su”, mettiamoci anche la cioccolata, perché ogni motivo è valido per mangiarla, e i magici quanto misconosciuti poteri del purè o delle patate lesse.  Poi camomilla, tè e infusi di ogni tipo, degni delle migliori scuole di stregoneria. Ognuno ha i suoi rimedi, i suoi assi nella manica, li consiglia ad amici e parenti, tu che sei a casa in preda alla disperazione li provi tutti rischiando l’avvelenamento.

 

Fatto sta che ti ritrovi segregato in casa a preparare pozioni e dover ammazzare il tempo in qualche modo. A questo punto il mondo si divide: abbiamo gli uomini che posizionano davanti al letto X-Box, Play Station, Wii, Nintendo e qualsiasi cosa assomigli vagamente a un video-game, piuttosto ritirano fuori Fifa ’98, posano il joystick solo in casi di estremo bisogno e basta un raffreddore per farli sentire in punto di morte, con la febbre perdono tutte le speranze; le donne di solito sono costrette comunque a tenere la casa in modo decente, c’è sempre qualcuno che osserva “ah quindi oggi non hai cucinato/lavato/messo apposto??” e, quando rimangono sole in casa, si rifugiano nel film quello che “lo volevo rivedere da tempo”, di solito storie strappa lacrime, che fanno sprecare i pochi fazzoletti rimasti e danno un motivo in più per tenere in considerazione la cioccolata come rimedio a tutti i mali. Si riprende in mano il libro che non si era trovato tempo di finire, la televisione diventa una compagnia irrinunciabile e si pretende attenzioni da tutti quelli che gravitano intorno a noi.

 

Se anche voi in questi giorni vi trovate a letto, in uno stato di quarantena, in un lazzeretto fatto di fazzoletti e scatole semi-vuote di tachipirina, ammazzate il tempo dando anche uno sguardo alla Gallery di Banè. Magari sbirciando la nuova collezione, trovate qualcosa che vi piace e con la scusa della febbre vale sempre la frase “sono ammalata, fammi un regalino” – la più amata da tutti i fidanzati.

 

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