Vestiti a strati e ti salverai: look autunnali cercasi

September 29, 2017

Ci siamo lasciati due settimane fa con 30 gradi, pantaloncini corti, occhiali da sole, sto pensando all’ultimo week end al mare, l’estate addosso, sotto il sole di Riccione. Mentre Banè preparava la sua nuova collezione, però, è cambiato qualcosa. Abbiamo messo di nuovo il naso fuori dalla porta, convinti di trovare ancora raggi caldi e invece abbiamo scoperto che è arrivato il momento del “vestiti a strati”. Ci sono state prima le piogge, poi direttamente alluvioni e temporali. Quindi ci siamo infilati sotto i letti, negli armadi, nei ripostigli in cerca di quell’ombrello che avevamo abbandonato incustodito da qualche parte a giugno e via al cambio di stagione. Di solito, però, la prima pioggia ti sorprende: sei fuori ancora affezionato alle infradito, “dai questo sole regge oggi”, l’ombrello in mano dà noia, in borsa pesa. Il risultato è che torni a casa bagnato dalla testa ai piedi, un sandalo lo sacrifichi lungo la strada, ti ripari sotto tutte le tettoie e litighi quel centimetro con pedoni e ciclisti disperati quanto te, la prima pozza che si crea in terra la centri in pieno, la macchina che ti schizza è un classico. Per cercare le chiavi di casa finisci di lavare i capelli, completamente e inesorabilmente, poi sali le scale, sei al sicuro nel tuo appartamento, ora può venire giù anche il diluvio universale e Noè con l’arca, guardi fuori dalla finestra con aria di sfida. Ha smesso. Ovviamente.

 

La lezione, però, serve. Quindi ci si arma di santa pazienza, si tirano fuori i dodici ombrelli acquistati sempre in casi di disperazione nei posti e nei paesi più disparati (l’ombrello rubato a casa dei nonni, quello viola con il giglio comprato un giorno che pensavi non avrebbe piovuto, quello con la Torre Eiffel quando un temporale a Parigi ti ha costretto a contrattare questo odioso souvenir in franco-inglese-dialetto alla prima bancarella). Poi ci si infila negli armadi: via con le lacrime pantaloncini, magliette a mezze maniche, canottiere, gonne corte e sandali, per fare spazio a golf, impermeabili, il piumino leggero, gli stivaletti, jeans lunghi. Trovi cose dell’anno prima che non ricordi di aver mai indossato, quelle che “ma quando dove e perché l’ho comprato”, quelle che ti stavano e non ti stanno più o viceversa. Si perché proviamo tutto di nuovo: se i vestiti stanno grandi il commento davanti allo specchio è “wow sono dimagrito”, se non entrano più i pantaloni di anno scorso sconforto e disperazione trasformano il cambio di stagione in un dramma. Comunque dopo un giorno, per il quale ti danno le ferie al lavoro e ti giustificano se manchi a lezione all’università, tutto è sistemato, in ordine nei cassetti, appeso alle grucce, diviso per capo, colore, i preferiti, vestiti da “ogni tanto me lo metto”, i pantaloni “prima o poi ci rientro” sepolti sotto tutto il resto.

 

Il mattino dopo esci di casa bello coperto, pronto ad affrontare il tempo come in “The day after tomorrow”, con mega ombrello e sciarpa in borsa che “non si sa mai”. Previdente, astuto, la lezione ti è servita. Fino alle 10 cammini soddisfatto, l’aria fresca non ti può fare nulla grazie ai tuoi rinnovati vestiti autunnali. Poi arrivano le 11, mezzogiorno, pausa pranzo e qualcosa comincia ad andare storto. Caldo, sole, ti viene voglia di gelato e soffochi dentro il tuo golfino, che, per quanto possa essere leggero, vorresti tagliargli le maniche. La disperazione ti assale, lasci il giubbotto a casa, ti cambi e quasi sei disposto a cercare di nuovo i sandali. Poi scende la sera e sei fregato un’altra volta. Rimpiangi la giacca, ti cambi per l’ennesima volta, ti rendi conto che hai già un carico pronto per la lavatrice e hai praticamente finito i cambi. Il tempo vince sempre. A salvarci c’è solo l’insegnamento della nonna e della mamma: “fai come le cipolle e vestiti a strati”. Vai in giro che sembri il simbolo della Michelin ma sei pronto a ogni sfida e temperatura.

 

Visto che parliamo di look, non rinunciate agli accessori che vanno bene con ogni strato: la collana sta bene sopra il golf e, quando ve lo togliete, arricchisce anche la t-shirt a mezze maniche monocolore messa per disperazione “tante volte facesse caldo”; gli orecchini fino al “problema cappello” saranno sempre i benvenuti e la stessa cosa vale per gli anelli che ancora non se la devono giocare con i guanti; i braccialetti sono un must have (fate attenzione quando togliete il primo strato a non lanciarli in testa a qualcuno, ma comunque si rinfilano velocemente e non danno noia neanche con l’ombrello in mano). Detto ciò, la nuova collezione di Banè è adatta a questo strano inizio di autunno, che presto ci stupirà con i suoi classici colori e, grazie alle castagne e al vin brulé, non ci farà rimpiangere troppo la torrida estate. Dunque scegliete i vostri accessori, originali, per tutti i gusti, con un tocco classico, gotico o moderno e innovativo, per adattarsi a tutti gli armadi, a tutti i climi e le occasioni.

Vi aspettiamo su www.banefirenze.com

 

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