Cucina, tradizioni e pasticci

August 24, 2017

 

Alle prese con i fornelli non tutti siamo bravi come Cannavacciuolo, delicati come Barbieri e precisi come Cracco. Hai voglia guardare Master Chef, Hell’s Kitcken e tutti i programmi di cucina che trasmette la televisione. Ridiamo quando massacrano i concorrenti. Poi non siamo in grado di cuocere un uovo in padella. Gli italiani e la loro lunga e mediterranea tradizione culinaria, fatta di piatti famosi in tutto il mondo, con nonne che stendono la frolla per i dolci, mamme che preparano in casa le lasagne, nonni che imbastiscono zuppe di pesce prelibate, babbi che cuociono la carne sulla brace con stile. Al sud la tradizione vuole famiglie che si riuniscono a tavola per ore, mangiando come l’ultimo pasto del condannato, le melanzane fritte alla parmigiana sono il leggero spuntino delle giornate in spiaggia, i dolci manderebbero in tilt le coronarie del più sano degli sportivi. Al nord la cucina è molto più essenziale, si mangia poco sano new traditional oriental style, ma con i piatti della tradizione che ancora resistono. Pensate alle vostre vacanze in montagna, agli spatzle con panna e speck o al classico ma sempre valido strudel di mele. Al centro dominano la piadina e i tortellini della Romagna, la bistecca alla fiorentina, la pappa al pomodoro e i salumi in Toscana. Pizza e pasta spopolano ovunque. Fieri giustamente della nostra margherita, del sugo alla bolognese, della pomarola fatta in casa. Ma siamo veramente tutti capaci di cucinare questi piatti? Persino i più giovani?

 

Tranne quelli che vogliono diventare chef o sono particolarmente portati o si divertono per gusto personale, sono tanti, uomini e donne, che in cucina si arrangiano. I 4 Salti in padella sono stati la loro salvezza per un po’, poi lo stomaco li ha mandati a quel paese e hanno cercato numeri di pizzerie, rosticcerie, piatti pronti dei supermercati, salvezza in extremis con il sushi da asporto. I numeri utili, prima di polizia e vigili del fuoco. Sono quelli che ancora non hanno capito se per salare l’acqua per la pasta è meglio il sale fino o il sale grosso e presi dal panico buttano tutto dentro a caso, con il risultato che “è sciocca, non sa di niente” o “facevi prima a cuocere le penne nel Tirreno”. Sono quelli che “provo a fare un dolce” e scappa persino il gatto: rompere le uova ti fa sudare come un’ora di spinning, pesare zucchero e farina ti fa piangere come un bambino perché te ne cade 2/3 per terra e frullare tutto con le fruste equivale a trovare l’impasto anche dentro il letto. Schizzi ovunque, hai lo zucchero a velo persino nelle mutande e, se sei fortunato da riuscire a metterlo nella teglia e infine in forno, ti frega la cottura. 180 gradi per 40 minuti CIRCA. Quel “circa” che non vuol dire niente per te che avresti bisogno anche dei secondi. Fatto sta che lo tieni 5 minuti in meno è crudo, 5 minuti in più è nero. Sono quelli che per tagliare le zucchine alla julienne si affettano mezzo dito, quelli che mettono il sale al posto dello zucchero, quelli che alla lista degli ingredienti si sono persi e a metà ricetta hanno in mano una busta di surgelati o il famoso numero utile del pizzaiolo sotto casa, che quando telefoni ormai ti chiama per nome.

 

Da te soprattutto, donna fidanzata moglie madre nonna, ci si aspetta moltissimo. Se non sai cucinare, gli uomini ci pensano bene prima di sposarti, i figli a 5 anni si preparano il pranzo da soli e le madri sospirano quando le inviti a cena - “non ti ho insegnato proprio niente”. Gli amici lasciamo perdere, ti propongono direttamente di vederti fuori, dove non hai accesso ad alimenti e fornelli. Alle feste al tuo “posso cucinare qualcosa anche io”, ti guardano come un gattino bagnato e ti affidano di comprare le bevande o i piatti di plastica. Se inviti a cena un uomo a casa tua e sbagli, te lo rinfaccerà per sempre: “ma se quella volta sei riuscita anche a bruciare le pizze surgelate!!!”. Marchiata a vita.

 

Dagli uomini non ci si aspetta niente, si pensa che si lamentano e basta - è crudo salato troppo cotto non mi fai mai il mio dolce preferito non cucinerai mai come mia madre – invece se non si mettono ai fornelli è solo per pigrizia. O per vederci imbrattare la cucina, piangere sulla crema impazzita, cucinare per 6 ore per tirar fuori un primo piatto osceno, pulire tutto e addormentarsi in piedi. Nel frattempo hanno finito di vedere la partita in santa pace. Perché quando capiscono che rischi di dare fuoco alla cucina, casa, palazzo, quartiere, ti preparano pasta carne contorno dolce e stuzzichini come Gordon Ramsay. Sfatiamo il mito che le donne cucinano meglio degli uomini o che devono cucinare per forza. Il mio nonno era un mago ai fornelli. Forse da bambina ho pensato che la cucina spettava agli uomini, per questo sono fra quelle che si affidano ai piatti pronti, alla mamma - “ti prego aiutami” - o al fidanzato - “ho il mal di testa, prepara te la cena per favore”.

 

Per me e per voi che volete una rivalsa in cucina, ho deciso di condividere nel blog di Banè ricette di tutti i tipi. Sperimentate da me, suggerite da tutti e riproposte con consigli di sopravvivenza.

Il primo consiglio utile è non indossare mai gli accessori quando cucinate: l’anello vi cade nell’impasto del dolce, quando vi chinate sulla padella friggete il ciondolo della collana con la paranza e l’invitato che trova l’orecchino nelle zucchine ripiene poi lo dovete anche accompagnare in ospedale.

Detto questo, restate connessi per la prima ricetta!

 

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