Il Triangolo: non solo geometria

August 22, 2017

“Isoscele, equilatero o scaleno? Calcolami area e perimetro, poi smontalo ribaltalo aggiungi una diagonale costruisci una piramide e se porti due mattoni ogni 20 minuti quanto tempo ci metti a costruirla e di quanti mattoni hai bisogno e se li trasporti con un aereo quanti ne puoi portare per volta?”

Protagonista di problemi “sensati” di matematica e geometria, il triangolo lo conosciamo alle scuole elementari, ci combattiamo per tutte le medie, lo odiamo con il cuore alle superiori se siamo incapaci nelle materie scientifiche e lo abbandoniamo dopo l’esame di stato. Chi come me conta aiutandosi con le dita, avrà capito di cosa sto parlando. Ma anche per voi matematici, parliamo oggi del triangolo: non vogliamo calcolare niente, solo capire come possiamo interpretarlo, salvandolo da cifre numeri e calcolatrice.

 

La nuova collezione di Banè Firenze, OXIDI, unisce il fascino dei colori e delle pietre con varie forme geometriche come il cerchio, il quadrato e proprio il triangolo. Simbolo della trinità nel Cristianesimo, rappresenta l’uomo – con la punta rivolta verso l’alto -  e la donna- con la punta rivolta verso il basso - nelle civiltà orientali e rimanda in ogni caso a un’idea di armonia, proporzione ed equilibrio, non solo fisica ma anche spirituale e mentale. Con un triangolo è possibile identificare anche i quattro elementi: il triangolo equilatero con il vertice in alto è simbolo del fuoco, se attraversato da una linea orizzontale diviene simbolo dell'aria, il triangolo con il vertice in basso è simbolo dell'acqua mentre con un trattino orizzontale diventa simbolo della terra. Per i greci e i romani il triangolo era la figura geometrica di base, quella in cui potevano essere scomposte tutte le altre, cosa che è stata ripresa in seguito sul piano religioso, perché è come una scalata verso il vertice, l’Uno, il Divino, da cui derivano tutte le cose. Gli antichi egizi lo hanno usato come ispirazione per costruire le piramidi, i massoni ne hanno fatto uno dei loro simboli, nella cultura ebraica mettendo insieme due triangoli isosceli si ottiene la stella di Davide, unione fra l’uomo e Dio, mentre come sigillo di Salomone rappresenta la perfezione e la fusione degli elementi.

Insomma chi più ne ha più ne metta. Personalmente, mi piace l’idea che il triangolo sia strettamente collegato al numero tre, due punte che ne creano una dal nulla. Creazione e creatività. Questo significato del triangolo lo riabilita dagli anni di aree e perimetri di cui non ricordavo le formule.

 

Dunque date uno sguardo alla nuova collezione, sia che vogliate esprimere la vostra femminilità con un triangolo rovesciato o associare le due punte a persone care alle quali sentite di dovere una parte di quello che siete diventati, genitori che vi hanno messo al mondo, fratelli e sorelle o amici che vi hanno donato una parte di loro. Poi da donna vi dico che, se non avete bisogno di una nobile scusa, vanno bene anche le solite formule (per ispirazione leggete l’articolo di venerdì scorso).

E se avete un fidanzato o un amico amante della geometria, rischiate comunque.

Ne vale la pena ripassare la formula (bxh)/2.

 

 

 

 

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