Della serie: a volte Ritornano

August 21, 2017

 

Banalmente ma inevitabilmente, dopo le partenze, parliamo dei ritorni. Ebbene sì, perché nessuno ci vuole neanche lontanamente pensare, non ci credi finché non rimetti piede in casa, ma le vacanze e le ferie finiscono. È una di quelle cose che “non me lo dire dai mi metti l’ansia”, ma a un certo punto si tenta di infilare tutto nuovamente in valigia e si ri-parte.

È un trauma per tutti.

 

E il primo grosso scoglio è proprio fare i bagagli. Non si sa come, perché, per quale magia, ma sono raddoppiati e tutto quello che all’andata entrava nel trolley adesso avrebbe bisogno di una nave merci per essere riportato a casa. Vestiti che volano, pigiami abbandonati in hotel e aeroporti perché “qualcosa dobbiamo sacrificare” e, fra lo shopping da vacanza e la scarsa voglia di piegare anche solo le mutande, si finisce per ammassare tutto sperando non esploda la valigia durante il viaggio. Quelli che ne fanno le spese di solito sono i souvenir: ci hai messo giorni per trovare quelli giusti, hai girato freneticamente per negozi e bancarelle tipiche del posto spendendo un patrimonio, con lo sguardo da serial killer di amici e fidanzati che ti seguono, e alla fine li getti in valigia con odio. Incastrati fra le scarpe e il phone, schiacciati dal beauty o dispersi fra i costumi: che siano calamite, braccialetti o semplicemente cartoline non sai come li troverai all’arrivo. Quello di cui ti penti amaramente è quando decidi di regalare cose da mangiare. “Gli porto questi biscotti tipici”, che all’arrivo sono pronti per la base del cheescake. Poi qualche coraggioso pensa anche a cioccolatini e paste fresche. Se le porta in braccio durante il tragitto e consegna scatole vuote, con la scusa “ho avuto un calo di zuccheri lungo il percorso”.

 

Il viaggio sembra sempre troppo breve, all’andata ci hai messo 4 ore e al ritorno arrivi in 20 minuti. Vorresti dilatare il tempo ma non si sa come in un batter d’occhio sei a casa.

Te donna, che torni dalle ferie, sei rovinata. Valigie piene di vestiti da lavare, che poi per decenza devi anche stirare, ci sono rotoli di polvere che viaggiano per casa e il caos fa da padrone. Nella disperazione più totale, ti prende il famoso calo di zuccheri e realizzi che il frigo è vuoto. Devi anche andare a fare la spesa.

Te uomo hai un solo problema: una donna posseduta per casa, che “non mi interessa se hai guidato 10 ore, non ti azzardare a metterti a sedere”, e, anche se ci hai messo una vita a trovare parcheggio, riparti alla volta della Coop. Perché se vive da solo un uomo il massimo che può fare è svuotare la valigia nella lavatrice, poi Superman verrà in mio soccorso, scendo al bar sotto casa, birra patatine sono tornato in tempo per la prima di campionato.

 

In ogni caso la prima sveglia del primo giorno di rientro al lavoro ti fa sentire come un bambino che torna a scuola dopo le vacanze estive. La senti e nel dormiveglia pensi che ti sei dimenticato di toglierla. Sei ancora in vacanza. Puoi dormire. Quando vorrai ti alzerai, andrai al mare o a camminare sereno per i boschi di montagna. Sbagliato. Quando suona la sesta sveglia e il telefono, che non ne può più, ti dice “alzati cretino!”, realizzi. Esci dal letto come se ti avessero chiamato al patibolo e ti trascini. Vaghi per la città, per l’ufficio, con le lacrime agli occhi. Tutti ti chiedono della vacanza e ti prendono crisi di nervi che mascheri male. Con i giorni passa. E passa quando cominci a sbarrare i giorni nel calendario: -240 giorni alle vacanze di Natale. Prossimo obiettivo.

 

Alla crisi del rientro non ci sono rimedi. Bané Firenze torna a pieno ritmo, con la lacrima post vacanza, ma con tante idee in cantiere e nuovi accessori da proporvi. Date un occhio alla Gallery e restate connessi.

 

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